Antonimina | Feste Patronali

Antonimina

Calabria, Reggio Calabria (RC), Tags: ,

SANTO PATRONO

San Nicola di Bari

DATA DELLA FESTA PATRONALE

6 dicembre

DESCRIZIONE DELLA FESTA PATRONALE

Le celebrazioni religiose di Antonima oltre il fervore di devozione hanno sempre presentato nel passato aspetti caratteristici e tradizioni particolari.

La festività del patrono è stata sempre praticata e lo è tuttora due volte l’anno: il 6 dicembre, giorno della ricorrenza liturgica e, la prima domenica di maggio, definita Festa del ringraziamento.

Al santo è rivolta la devozione dei contadini che implorano sostegno e buoni raccolti. La sera del 5 dicembre, vigilia della feta, le massaie, in passato, mettevano a cuocere al focularu (focolaio), u pignatu della pruzzia (tegame di terracotta realizzato dai Gragnari di Gerace, con dentro il grano tenero, maiorca, prodotto nei terreni del luogo). La pruzzia era il piatto tradizionale del 6 dicembre. Il piatto venica condito esclusivamente con olio d’oliva locale. Oggi, soltanto qualche famiglia mantiene ancora la tradizione. La notte della vigilia, durante la cottura della pruzzia le massaie lasciavano scoperto il pignatu e aperto u cernaru del tetto di ceramidi (tegole), perchè secondo la credenza, San Nicola passava sui tetti e dava la benedizione alla pruzzia con un segno della croce e toccando u pignatu col suo lungo bastone. Se per dimenticanza qualche massaia lasciava chiuso u cernaru la famiglia di appartenenza non consumava il piatto perchè non degni della consumazione.

In ricorrenza del 6 dicembre le massaie confezionavano e cuocecano al forno, bruciando rami di lentisco, i panicedi i San Nicola dal peso di qualche decina di grammi, che portavano in chiesa per la benedizione durante la S. Messa Solenne.

In famiglia veniva consumato solo qualche panicedu, mentre la maggior parte, veniva conservata dalla massaie le quali, durante il corso dell’anno, nei momenti di intemperie atmosferiche implorando il santo, li buttavano sui tetti delle case con devozione per ottenere il ritorno della quiete.

Alla procession del 6 dicembre è portata per le vie del paese la stutua piccola di grandezza naturale al suono di tamburo e zampogna. La festa della prima domenica di maggio Giornata del ringraziamento viene celebrata con più solennità (banda musicale, spettacoli in piazza, fuochi d’artificio). In processione viene portata la statua maestosa di Santu Nicolu u randi scolpita su legno d’oliva nel 1800. Al Santo vengono offerti i prodotti della pastorizia (formaggio, caciocavallo, ricotta, piccoli animali da allevamento) e della terra (grano, olio …), vengono offerti inoltre, fasci di spieghe in quanto le messi incominciano a maturare.

I prodotti offerti, a sera, venivano venduti all’incanto e consegnati al miglior offerente e l’aggiudicazione era motivo di soddisfazione e benedizione divina.

La festa di San Rocco, protettore degli ammalati, viene celebrata la seconda domenica di agosto. Per l’occasione sono presenti anche gli emigrati che ritornano al proprio paese usufruendo delle ferie estive. Anche per tale motivo la festività assume solennità particolare. I fedeli che si ritengono miracolati, seguono la statua del santo in processione a piedi scalzi e con il capo cinto di corone di spine, intonando, unitamente agli altri fedeli, canti religiosi in dialetto antoniminese.

Le massaie delle famiglie che hanno ricevuto grazie e guarigioni particolari dal santo, preparano i vuticedi i santu roccu; essi consistono in animali, persone e parti anatomiche preparati, in piccolo formato, con pasta di farina locale e cotti in forno a legna. Anche i vuticedu i santu roccu con i panicedi i santu Nicola vengono portati in chiesa per la benedizione durante la S. Messa solenne. Una quantità di essi viene distribuita in chiesa ai fedeli presenti, particolrmente ai bambini e alle persone bisognose, mentre il rimanente viene consumato in famiglia per immunizzarsi dalle malattie, con l’intercessione del santo.