Cardeto | Feste Patronali

Cardeto

Calabria, Reggio Calabria (RC), Tags: ,

FESTA PATRONALE

S.Sebastiano


DATA DELLA FESTA PATRONALE

20 Gennaio

DESCRIZIONE DELLA FESTA PATRONALE

Cardeto, ha fatto del culto per il Santo Patrono come per le celebrazioni in onore di S. Mria Assunta, le vere feste, le feste popolari per definizione dove si mescolano aspetti rituali, penitanziali e sociali.

Il 20 gennaio c’è la festa di S. Sebastiano patrono di Cardeto(il nome dialettale è “A festa i San Bastianu”)

Con il sorgere del sole, potenti colpi di “murtari” rituonano lungo la vallata, annunciando ai fedeli l’inizio delle celebrazioni. Conclusa la Messa , un grido scandisce l’alzata della vara ” evviva San Bastianu” portata a spalle dai Confratelli. Botti assordanti, campane suonate a festa accompangano il passaggio del martire attraverso la folla. I fedeli si incuneano nelle strette viuzze del paese, i colori delle mantelle rosse dei confratelli guidano il secolare e immutato percorso processionale. Giunta la vara in piazza è pronto per far “ballari” la statua, questo è un rito che si perpetua anche per l’ingresso in chiesa dell’Assunta, ma nel caso del Martire il ballo, il passo è più lento e i passaggi sono di meno. Un urlo, e il Santo dopo un paio di saltelli, accompagnati dalla banda, viene riportato in chiesa, meta dei fedeli.

Il 1° sabato di maggio, “i sabati della Madonna”, iniziano i pellegrinaggi penitenziali al Santuario di Maria SS. Assunta di Mallamace che si concludono l’ultimo sabato prima della discesa della Madonna.

Il 13 agosto c’è la discesa della Madonna, “A calata”. Partendo da Mallemace un lungo e tortuoso percorso accompagna i fedeli, molti dei quali a piedi scalzi. I canti tradizionali e la banda musicale si alternano; i portatori, seguendo un antico rituale, ogni tanto indietreggiano la vara della Madonna come se la stessa volesse abbandonare la sua stabile dimora. Una scia di colori abbraccia tutta la vallata del Sant’Agata avvicinandosi a Cardeto, sono  numerosi i fedeli che si aggiungono al corteo lungo il percorso.La Madonna arriva in piazza accolta dal battito delle mani. Ed ecco il momento più emozionante, la gente si accalca, intanto i portatori, non senza qualche screzio, decidono “cu balla a Madonna”, la musica è pronta “Viva Maria” e la madonna inizia a ballari, sono quattro o cinque i passaggi fra la gente, con scambi di spalle e movimenti sincronizzati e all’improvviso un ultima corsa verso il portale dell’ingresso della Chiesa, lì la Madonna si ferma un attimo come se volesse chiamare i fedeli a seguirla.

Il 15 agosto c’è il giro della Madonna, “u giru”. L’evento religioso si ripete, ma a fare da cornice è il percorso processio0nale che si snoda per le vie del centro storico e l’ora in cui si svolge. Il corteo, infatti rientra in Chiesa sul tardi, quando ad illuminare la piazza sono i “rotedi”, tradizionali giochi pirotecnici.

La prima domenica di ottobre c’è la salita della Madonna “a Chjinata”. La processione, partendo dalla Chiesa Parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo è più breve, segno che la Vergine Assunta, così come vuole la tradizione, sia impaziente di tornare al suo Santuario.Qui ad attendere la Madonna, da sempre un gruppo di musicisti spontanei di organetto, tamburello e zampogna, suonano nella piazzetta del Mausoleo del Card. L. Ttripepi. Frittole, salsicce e costolette di maiale ed un immancabile buon bicchiere di vino rallegrano e concludono la giornata dei fedeli.

 

 

FOTO: