Caulonia | Feste Patronali

Caulonia

Calabria, Reggio Calabria (RC), Tags: ,

FESTA PATRONALE

Sant’Ilarione Abate

DATA DELLA FESTA PATRONALE

Terza domenica di ottobre

DESCRIZIONE DELLA FESTA PATRONALE

Caulonia, la medioevale Castelvetere, nella sua più che millenaria storia, si è sempre caratterizzata per un originale e ricco anno liturgico, che nella sua processsione  suggestiva del Caracolo e nella festività del suo santo Patrono, ancora oggi, tocca il momento più alto.Di tutto il patrimonio spirituale di un tempo i segni più vivi sono le novene, i falò, il pellegrinaggio all’eremo di Sant’Ilarione e soprattutto le processioni che nell’arco dell’anno si susseguono. Il corteo che, ancora oggi, apre l’anno solaree con esso la sacra ritualità è la processione del “Bambinuzzu supa a palla”. Con questa espressione, presso tutta la nostra gente, si identifica la statua lignea del “Bambino sovrastante il globo terracqeo immerso nell’atmosfera e sorretto da due graziosi angioletti”. Processione delicata e discreta quella che il primo gennaio si consuma tra un ristretto numero di cauloniesi. Infatti essa si avvia in tono minore, anzi intimo, subito dopo mezzogiorno di capodanno e dopo un breve tragitto per le vie adiacenti rientra in Chiesa. Col passare dei mesi, si susseguono altre processionie per un certo tempo attraggono ogni attenzione. Sussestive le processioni della settimana Santa, poi c’è la prima domenica dopo l’8 settembre, quando dopo il gran falò della vigiglia si tiene la processione in Santa Maria dei Crochi.Quest’ultima, rispetto alla cerimonia precedente, è da considerarsi la festa eztra moenia di tutta la gente di Claudonia. Tutto si svolge nella località campestre di Crochi. Di tale manifestazione si hanno notizie da diversi secoli e numerose sono le leggende che alla semplice statua lignea della Madonna di Crochi si riferiscono. Il sabato della vigilia della festa sul greto della fiumara Amusa si radunano tanti fedelida tutto il comprensorio comunale. Alla festa religiosa si affianca la sagra della carne di capra e delle salsicce di maiale. Carni queste, che venivano macellate in sito e degustate insieme alle cannate(boccali di vino) in caratteristiche pinnate(capanne) all’uopo costruite.

Una scarica di assordanti mortaretti e un improvviso scampanio della Matrice hanno sempre avvertito la gente di Caulonia che la statua del loro grande protettore, Sant’ Ilarione, viene rimossa dalla nicchia per esporla alla venerazione dei fedeli e dare così inizio alla novena e ai festeggiamenti in onore del Santo. Siamo al terzo sabato di ottobre, quando dopo la messa delle sette la statua lignea del santo, opera di un artista serrese che la scolpì intorno al 1815, lascia la Chiesa. Il coreto si muove, va, nonostante abbia perso il suo antico rituale, con l’arciprete vestito con i ricchi paramenti liturgici e portando in mano il prezioso reliquiario in argento contenente la sacra ulna. Seguiva il simulacro accompagnato dai pistunari. Qusti ultimi, prutroppo, da alcuni decenni sono per sempre scomparsi, erano simpatiche  figure originali di devoti e, secondo quanto riferisce il Prota, essi dovrebbero rappresentare la squadra armata, mandata dal marchese, feudatario di Castelvetere, ad accompagnare la reliquia del Santo Protettore, che partiva per la montagna, da dove continua a rientrare il giorno dopo, domenica di festa. In periodo di Avvento, anche a Caulonia si ha la solenne processione dell’Immacolata Concezione. In occasione di tale ricorrenza nella notte di vigiglia, sul sagrato della chiesa si da fuoco a un grosso falò. La processione vede sfilare l’interessante statua lignea, verosimilmente di bottega serrese della fine del XVIII sec. Forte è la devozione dei fedeli verso questa statua e pochi anni or sono la Madonna è stata incoronata con un prezioso stellario d’oro arricchito da dodici brillanti.