Galatro | Feste Patronali

Galatro

Calabria, Reggio Calabria (RC), Tags: ,

FESTA PATRONALE

San Nicola di Bari

DATA DELLA FESTA PATRONALE

6 dicembre

DESCRIZIONE DELLA FESTA PATRONALE

Patrono di Galatro è San Nicola di Bari con ricorrenza liturgica il 6 dicembre. Attualmente nella cittadina termale si celebrano solo tre feste con manifestazioni esterne.

La più importante, per tradizione, tradizione popolare e folklore, è quella in onore della Madonna della Montagna, festeggiata solennemente l’8 settembre, preceduta da una novena di preparazione.

In passato era esclusivo privilegio dei massari portare a spalla la statua della Madonna che, da sempre, anche perchè ai suoi piedi è inginocchiato un giovenco, è considerata protettrice dei messi e dei pastori.

Nei paesi del circondario, come scrive Umbreto Di Stilo, la festa della Madonna della Montagna è ancora conosciuta come ” a festa di melangiani chini”. Infatti , “in tutte le case, ricche o povere che fossero, nella giornata della vigiglia si procedeva alla frittura delle melanzane ripiene, e ancora oggi a testimonianza di una civiltà che è a loro appartenuta e nelle quali affondano le radici, tutte la famiglie galatesi(sia che abitino nel rione Montebello o che abbiano casa nel dirimpettaio rione Magenta), continuano a preparare le ormai classiche melangiani chini”. Altra tradizione era quella di accendere i falò purificatori. Di essi oggi rimane testimonianza solo attraverso il grande falò che viene acceso nella piazza adiacente la chiesa, e dei pochi altri accesi nelle aie delle contrade montante e negli spiazzi di alcuni rione del paese.

Durante i due giorni di festa(7e8 settembre) vengono organizzati spettacoli  musicali con esibizione di artisti noti e a conclusione dei festeggiamenti, non manicano mai gli spettacoli pirotecnici.

Fono a qualche anno addietro la festa era preceduta da un sentito pellegrinaggio. Il 6 settembre, infatti, come si legge in un dettaglio di Umderto Di Stilo, l’artistica statua della Vergine , fin delle primissime ore del mettino , veniva pazientemente sistemata sulla jeep che un devoto metteva a disposizione per essere portata in processione fino a Cona. L’effigie della Madonna era seguita da un fitto e affollato corteo di fedeli che partecipavano al pellegrinaggio con sentita spiritualità. Alternando canti e preghiere si lasciava la chiesa. Poi, imboccata la stradina che si inerpica sul costone della montagna, il lungo corteo, prima di giungere all’altopiano, attraversava lentamente fitti uliveti e rigogliosi vigneti punteggiati di grappoli quasi pronti per la vendemmia. La lunga strada, il caldo e la fatica della salita rigavano di sudere le fronti dei pellegrini, che incuranti della stanchezza continuavano a elevare canti alla Madonna. Superate le contrade di Donna Imperi e Salice, si effettuava una breve sosta per percorrere il tratto pianeggiante che, delimitato da sterminati campi di lupino e di stoppie, conduce alla contrada Caastellace, meta del lunghissimo pellegrinaggio. Giunti alla Cona, dopo circe tre ore di cammino, i pellegrini, stanchi, ma interiormente felici per aver portato a termine un atto di devozione alla Madonna, partecipavano al sacrificio della messa e agli altri appuntamenti religiosi.

Quindi, dopo la pausa pranzo e un meritato riposo, mentre gruppi di fedeli stavano raccolti in preghiera davanti alla statua della Vergine, non mancava chi, al ritmo di un organetto o di una zampogna, si abbandonava a qualche passo di tarantella tra l’ammirazione dei numerosi pellegrini e l’invidia di chi, non più giovane, riviveva scampoli di giovinezza.Nel tardo pomeriggio, i fedeli in ordinata processione dietro la statua riprendevano la strada di casa. Stanche e con poca voce giungevano in paese quando già le lampade multicolori erano state accese già da qualche ora.

Da due anni, cioè da quando in contrada Castellace si sta costruendo la nuova chiesetta e da quando gli abitanti di quella zona hanno voluto dotarsi di una statua lignea per tutto simile a quella che da circe due secoli si conserva e si venera, il pellegrinaggio è stato soppresso. Qui, però uno speciale comitato organizza due giornate di festa per consentire ai numerosi emigrati-turisti tornati al paese natio per le feste estive, di godere in anticipo del tripudio di devozione e di fede che si vive a Galatro nella ricorrenza settembrina.

Con minore sfarzo esteriore, ma con uguale partecipazione di fede, altre due feste si celebrano a Galatro: quella in onore di Maria SS. del Carmelo, la prima domenica di agosto, e quella in onore di San Rocco, l’ultima domenica di settembre.