Gioiosa Ionica | Feste Patronali

Gioiosa Ionica

Calabria, Reggio Calabria (RC), Tags:

FESTA PATRONALE

San Rocco

DATA DELLA FESTA PATRONALE

16 agosto – ultima domenica di agosto

DESCRIZIONE DELLA FESTA PATRONALE

Tra le feste popolari che si celebrano annualmente nella Locride con manifestazioni esterne, quella si San Rocco, patrono di Gioiosa Ionica è tra le più rinomate, per la partecipazione plebiscitaria di fedeli, non solo della vallata del Torbido, ma anche di tutto il circondario, di numerosi migranti rientrati per la circostanza nel paese di origine; la ricca fiera di prodotti agricoli e artigianali, di mercerie e di bestiame che ha luogo in coincidenza con la festa, occupando non solo gran parte delle vie citadine, ma anche quelle della periferie e delle contrade circostanti.

La festa liturgica di San Rocco cade il 16 agosto, mentre quella tradizionale, come da consueto, si celebra con molte solennità l’ultima domenica di agosto.

Questa è preceduta da un novenario, durante ilo quale non vengono mai a mancare la parola di Dio, la partecipazione dei fedeli devoti alla vita sacramentaria della chiesa e le opere di carità.

Il momento più emozionante ed esaltante della festa è quello della processione con l’immagine del santo per le vie cittadine, caratterizzata dalle più tipiche espressioni della pietà popolare e del ballo votivo, al ritomo frenetico e travolgente dei numerosi tamburi, che seguono la manifestazione per tutto il suo intero percorso: una marea di gente, uomini e donne  anche anziane nei loro caratteristici costumi paesani e le giovani leve , che con la loro vitalità e la loro esuberanza mettono a dura prova la valenzia dei tamburini, l’ordine e il dignitoso svolgimento della manifestazione religiosa, che si protrae , a volte, oltre il tempo consentito.

Nei giorni di festa non è difficile poter ammirare lungo le vie cittadine del centro storico, lungo la strada che porta a Marina di Giosiosa Ionica, appese tra un balcone e l’altro, delle barchette, tutte adornate di festoni colorati che vogliono  ricordare il veliero San Luigi, con il quale è stata trasportata da Napoli, la statua di San Rocco, verso la metà del XVIII, quando, messo da parte il Quadro intorno al quale veniva svolto il culto per il santo patrono, si è pensato di sostituirlo con un’immagine lignea, scolpita nella capitale del Regno di Napoli verso il 1748.

Altra caratteristica della festa di San Rocco a Gioisoa Ionica sono i doni votivi di cera , di varie forme anatomiche del corpo umano , offerti al santo in segno di gratitudine per grazie ricevute tramite guarigione della parte del proprio corpo ammalata, per intercessione di SanRocco. Altri doni, invece, hanno carattere propriziatorio, come quelli per ottenere il dono della maternità, o l’abbondanza di frutti della terra, oppure la preservazione del bestiame dalle malattie endemiche e letali.

Il culto del santo a Gioisa risale alla fien del sec XVI, introdotto in Calabria dopo la battaglia di Lepanto, quanto è stata importata, col rientro della navi dopo tale battaglia, a Messina e sul continente, la pestilenza e per liberarsi di tale contagio, si è fatto ricorso , in molti paesi del Reggino all’intercessione di San Rocco.

La festa annuale del santo patrono si chiude, quasi sempre , con l’accensione dei fuochi artificiali nel cuore della notte che fanno rivivere i momenti più significativi della festa e sognare e attendere , nella speranza di momenti migliori, quella ancora più bella del prossimo anno.

La chiesa Matrice di Gioiosa Ionica è dedicata a San Giovanni Battista. Nella ricorrenza della sua natività, il 24 di giugno, si suole celebrare, a cura dell’Associazione del Centro Storico, una sagra rionale in suo onore, mettendo in mostra e distribuendo ai partecipanti prodotti tipici, come le zeppole, crespelle, pizze annaffiate con del buon vino casereccio e altre bibite secondo i gusti sul sagrato, con esibizioni estemporanee di suoni e canti paesani.

In tale circostanza viene acceso, anche a Gioiosa Ionica, il tradizionale falò attorno al quale si assiepano i giovani più baldi che , dal viso rubicondo e accalorati dalle fiamme, non temono di fare su di esso salti acrobatici, riusscendo, il più delle volte, a saltarvi sopra attraversando le fiamme stessa da una parte all’altra tenendo tutti col fiato sospeso. Tale rito, comune a tutti i paesi della Calabria, vuole avere, nella mentalità popolare, un significato purificatorio e di esorcismo del male nel momento di passaggio da una stagione all’altra, nel solstizio d’estate. Non mancano in tale occasione dei riti divinatori, come l’uso dei cardi, dell’olio e del piombo fuso, che rasentano la magia e la superstizione.

La sagra ha così dei momenti suggestivi e, perciò, attira molta gente dalle contrade e dai paesi vicini. Gioiosa Ionica rivive momenti di aggregazione e di pietà popolare anche durante la settimana santa, in modo particolare il venerdì santo, con la processione al calvario con le statue della Vergine Addolorata e del Cristo Morto.

Così pure in occasione della festa del Rosario, la domenica successiva al7 ottobre, organizzata e curata dal parroco di San Nicola di Bari e dalla confraternita omonima.

Alla fine del mese di giugno si è soliti anche fare la processione del Sacro Cuore di Gesù a chiusura del mese a lui dedicato.

In tutte queste circostanze, prevale la pietà popolare, in ogni sua genuina espressione, con contenute manifestazioni esterne, che sfociano a volte nell’esibizionismo dei singoli o di gruppi, e, nel folklore, che non sempre è conforme ai valori religiosi e alle disposizioni delle autorità ecclesiastiche.